Partita iva per blogger: come e quando aprirla

Partita IVA blogger

Stai cercando informazioni utili in tema di partita Iva per blogger ma non sai proprio da dove iniziare? La prima cosa da sapere è che quando si apre un blog che gradualmente inizia a registrare un certo traffico, è importante pensare a regolarizzarne i vari aspetti fiscali, fra cui la scelta del codice ATECO.

Bisogna poi considerare che aprendo la partita Iva dovrai prestare attenzione a non farti sopraffare dalle tasse e dai contributi, per cui sarà importante selezionare il regime fiscale più adatto alle tue specifiche esigenze. Vediamo, qui di seguito, quello che bisogna sapere su questo argomento per non commettere errori di valutazione.

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Partita IVA blogger: quando è necessario aprirla

quando è necessario aprire partita iva per blogger

A differenza di quello che si potrebbe pensare, creare un blog non obbliga per forza a munirsi di partita IVA, per cui potrai lasciare questo adempimento da parte, almeno nella fase iniziale del tuo progetto. Insomma, se tramite il tuo blog non ti occupi di vendite in modo diretto o indiretto, la partita Iva non ti serve a nulla.

La questione cambia nel momento in cui attraverso il tuo blog inizi a monetizzare, ovvero a registrare degli introiti dalla commercializzazione online di beni e servizi. Questo vuol dire che se ad esempio hai intenzione di inserire nel tuo blog i link di affiliazione Amazon dovrai documentarti bene in materia di partita Iva per blogger, per non rischiare di avere problemi con il fisco.

Approfondire bene la tematica non vuol dire affidarsi al primo che ti offre consulenze fiscali, perché rischi solo di andare in confusione e di ottenere informazioni spesso abbastanza contrastanti fra loro. In buona sostanza, cerca di prestare massima attenzione alle bufale, specialmente quando si toccano determinati argomenti, come quello dell’obbligatorietà della partita Iva per qualsiasi tipo di blog.

Come fai a capire quando è necessario il numero di partita Iva per il tuo nuovo blog? I parametri da prendere in considerazione sono due, ovvero la continuità e l’abitualità, anche se su questi punti la normativa fiscale non è completamente chiara. In linea generale un’attività può essere considerata abituale e continuativa quando viene svolta in maniera costante e ciò implica il possesso della partita Iva.

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Come aprire una partita iva per blogger

come aprire una partita iva per blogger

In caso di dubbi è quindi fondamentale rivolgersi a un commercialista serio ed esperto in partita Iva per blogger, grazie al quale avere tutte le delucidazioni del caso ed evitare errori di valutazione che potrebbero generare pesanti sanzioni amministrative. In ogni caso, quando avrai finalmente deciso di fare il salto di qualità, ovvero di fare del tuo blog il tuo vero business si rivela fondamentale essere in regola, così da spingere la tua attività al successo.

Le scelte che dovrai intraprendere sono sostanzialmente tre, ovvero quella relativa al codice ATECO, al regime fiscale e alla forma giuridica. Per questo il consiglio del commercialista diventa determinante, soprattutto se non disponi di adeguate conoscenze tecniche in materia.

Naturalmente anche la gestione della partita Iva richiede massima cura e conoscenza, anche perché le variabili in gioco sono tante e ad esempio dovrai capire come stilare una fattura. Anche qualora dovessi optare per il regime forfettario non sarai esonerato dal compiere certi adempimenti nei riguardi del fisco.

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Codice Ateco, regime fiscale e forma giuridica

Regime fiscale e codice ateco per blog

Alla luce di quanto spiegato una scelta importante che ruota attorno al settore della partita Iva per blogger riguarda il codice Ateco, da selezionare tenuto conto dell’attività effettivamente svolta.

Ecco alcuni esempi:

  • Coloro che, ad esempio, monetizzano attraverso Adwords oppure affiliate marketing, dovranno selezionare il codice 73.11.02.
  • Chi, invece, guadagna mediante le consulenze, opterà per il 70.22.09.
  • Ci sono poi quelli che si occupano della vendita di infoprodotti, per i quali esiste il codice Ateco 47.91.10. Com’è facile intuire questi codici possono far parte della medesima partita Iva.

Per ciò che riguarda la scelta del regime fiscale, sul punto non è possibile fornire una risposta univoca che valga indistintamente per tutti i blogger, ma tieni in considerazione che un errore di valutazione potrebbe farti rimettere molto denaro. Sicuramente il forfettario è la soluzione maggiormente consigliata, ma non sempre potrà andar bene per tutti, specie quando il fatturato annuo supera una determinata soglia.

Insomma il regime fiscale adeguato è quello in linea con le esigenze specifiche per questo è sempre meglio chiedere una consulenza tecnica ad hoc per sapere come muoversi nella giusta direzione. Stesse considerazioni valgono per ciò che riguarda la forma giuridica.

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I contributi previdenziali

Tutti coloro che si occupano di gestire un’attività in proprio, nessuno escluso, devono provvedere al versamento dei contributi. Se hai deciso di occuparti della commercializzazione di infoprodotti o vuoi trattare affiliate marketing i contributi da corrispondere sono quelli dei commercianti, quindi entra in gioco la gestione INPS.

Contributi fissi e a percentuale

Allo stato attuale sono previsti non soltanto i contributi INPS in misura fissa, ma anche quelli a percentuale. I primi si pagano rispettando precise scadenze nel corso dell’anno, mentre quelli su base percentuale vengono commisurati in base al fatturato che andrai a dichiarare annualmente. Per fortuna i contributi su base percentuale hanno un massimale oltre il quale sarai esente e potrai comunque versarli in due tranche.

Nel caso di consulenze, invece, i contributi da versare andranno alla gestione separata INPS, ma stavolta con il vantaggio di pagare solo l’importo su base percentuale, per cui eviterai quelli fissi. Alla fine dovrai corrispondere un certo importo solo in base al reddito, per cui se incassi poco pagherai in maniera contenuta.

Considerazioni finali

La partita Iva per blogger non è sempre obbligatoria per legge come molte persone pensano, ma lo diventa ad esempio quando scegli di monetizzare con il tuo portale e per questo è meglio non improvvisare. Affidarsi a mani esperte vuol dire eliminare il rischio di un possibile accertamento fiscale, ovvero di subire pesanti sanzioni pecuniarie.

Gli aspetti che sono stati trattati non sono comunque i soli da prendere in considerazione in fase di apertura della partita Iva per blogger, anche perché durante lo svolgimento dell’attività si possono presentare tante criticità e circostanze inaspettate che possono rendere necessaria la revisione delle scelte che avevi fatto inizialmente.

L’assistenza periodica del commercialista diventa dunque irrinunciabile per fronteggiare con successo qualsiasi evenienza, anche in merito al conteggio dei contributi previdenziali da versare rispettando le scadenze periodiche. Anche il semplice ritardo nei pagamenti non viene perdonato dal fisco, quindi bisogna tenere la contabilità ordinata e gestire la partita Iva prestando la massima attenzione.

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Lucy Kaczara

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